IL NORD COREA LANCIA RAZZI - ETTORE LEMBO NEWS

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IL NORD COREA LANCIA
RAZZI E SATELLITI:
SEMPRE DALLA PARTE
DELL’OPPRESSORE?

È ormai passato più di un anno dallo scoppio del conflitto russo-ucraino, sbandierato come la guerra del secolo: i mass media, pilotati dai governi e dai poteri che li sovrastano, hanno imbottito le televisioni, i social, le menti e i discorsi dei cittadini con tali barbarie da indirizzare l’intera opinione pubblica a favore dello schieramento privilegiato, quello a cui tutti gli Stati occidentali si sarebbero poi inchinati, confermando ancora una volta la vergognosa sottomissione a quell’ideale di pace internazionale che, sotto la maschera, nei tempi in cui ci troviamo consiste solo in una globale presa di posizione di pochi Paesi e persone che condizionano il resto. Mentre il cittadino medio, dunque, tanto ha tremato e ancora si preoccupa di questa guerra, nella parte restante del mondo, la quasi totalità, non si procede in giubilante pace: conflitti più o meno sanguinosi, affermazioni dal tono bellico, scelte più o meno azzardate di avventati governanti che manipolano i loro Paesi come burattini su un campo di massimo rischio.
Proprio in questi giorni giungono notizie dalla Corea del Nord, terra di cui occasionalmente il nostro cittadino medio si preoccupava qualche anno fa: il “leader supremo” Kim Jong-un ha tentato, pur con esito fallimentare, di lanciare un satellite da ricognizione militare, detto anche “satellite spia”, verso il Mar Giallo, il Mar Cinese Orientale e ad est di Luzon, nelle Filippine, in un'area al di fuori della Zona Economica Esclusiva del Giappone. La notizia ci giunge dall'Agenzia di stampa centrale coreana (Kcna) gestita dallo stato, che spiega che “il nuovo razzo veicolo satellitare, Chollima-1, si è schiantato in mare, poiché ha perso la propulsione a causa di un avvio anomalo del motore: l'affidabilità e la stabilità del nuovo sistema motore erano basse e il carburante utilizzato instabile”.
Pur ammettendo questo infelice epilogo, per quale motivo la Corea del Nord avrebbe azzardato questo passo? Come Pyongyang ha annunciato, il satellite avrebbe avuto “l'obiettivo di monitorare in tempo reale pericolose attività militari americane e sudcoreane”. In una dichiarazione divulgata dalla Kcna, Ri Pyong-chol, vicepresidente della Commissione militare centrale del Partito dei lavoratori di Corea, aveva parlato del lancio del satellite come di un atto "indispensabile" per rafforzare le capacità di difesa del paese contro le "spericolate" esercitazioni militare nemiche. Questo ci viene riportato anche da una nota testata giornalistica italiana, la quale aggiunge che “nei giorni scorsi il leader nordcoreano Kim Jong Un aveva ispezionato le strutture militari dove si trova il primo satellite spia del Paese, [e aveva dichiarato] durante la visita alla sede dell'Amministrazione nazionale di sviluppo aerospaziale [che si trattava di] un requisito urgente per garantire un ambiente di sicurezza nel Paese e, allo stesso tempo, di un chiaro passo avanti nello sviluppo della tecnologia e scienza militare spaziale”.
Nel frattempo, Seul aveva già avvertito Pyongyang: “nel caso in cui la Corea del Nord procederà come previsto a mettere in orbita il suo satellite spia militare dovrà pagare il prezzo e affrontare le conseguenze della sua decisione”. La nostra fonte spiega che “questo è il contenuto di un comunicato diffuso dal ministero degli Esteri sudcoreano, che accusa la Corea del Nord di voler procedere all'iniziativa in violazione di una serie di risoluzioni delle Nazioni Unite contro il programma nucleare e missilistico del Paese: il satellite verrebbe lanciato grazie all'ausilio di missili a lunga gittata, che sono vietati dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e i cui detriti potrebbero precipitare sul suolo giapponese”.
Ebbene, l’intera questione si è forse risolta solamente con un tentativo fallito e una presa di coscienza, da parte del Nord Corea, della propria attuale inferiorità tecnica in tale campo? Le notizie più recenti lo smentiscono: proprio Kim Yo-jong, la potente sorella del leader supremo, ha assicurato “che la Corea del Nord manderà in orbita il suo primo satellite spia militare, a 24 ore circa dal fallimento del primo tentativo”. Questo non è ancora accaduto, pur essendo già trascorso il citato intervallo, tuttavia non è da escludere che in realtà il Paese stia solo nascondendo le notizie prima di ammettere l’esito di tale nuovo tentativo forse già compiuto in segreto. Intanto la sorella del leader afferma che "se il lancio del satellite dovesse essere particolarmente criticato, gli Usa e tutti gli altri Paesi che hanno già lanciato migliaia di satelliti dovrebbero essere denunciati".
Per quale motivo vi è un riferimento agli USA? La causa si ritrova nel fatto che stiamo parlando ora di uno dei Paesi con più influenza all’interno della scena globale, uno di quelli che non perde mai l’occasione di “intromettersi”, nel senso più oggettivo possibile del termine, nelle questioni riguardanti altri soggetti anche lontani o al momento determinato poco attinenti con le sue attività. Le nostre fonti riportano precisamente quanto si legge in una nota del Comando Usa per l'Indo-Pacifico (UsIndoPaCom): “le ultime azioni della Corea del Nord con l'uso di tecnologia dei missili balistici rappresentano una violazione sfacciata di molte risoluzioni unanimi del Consiglio di Sicurezza Onu, aumentano le tensioni e rischiano di destabilizzare la situazione della sicurezza nella regione e oltre, e in questo contesto resta ferreo l'impegno degli Usa per la difesa nazionale e di Corea del Sud e Giappone".
Ecco dunque che, per l’ennesima volta, ci troviamo di fronte ad una situazione in cui l’intera scena globale è dominata, più che dalle azioni bellicose di un Paese piuttosto che un altro, da quell’influenza occidentale quasi malsana, che anziché placare i toni e rimettere ordine, altro non fa che avanzare ipotesi drammatiche e minacciare dure reazioni in loro conseguenza. La Corea del Nord ha forse commesso un’imprudenza, un passo troppo azzardato, motivato solo da una qualche insita follia, oppure ha cercato timidamente di mostrare una risposta davanti all’espansione sociale degli USA e dei suoi alleati? Quei famosi razzi/satelliti sono stati solo un atto di superbia o un tentativo di mantenere la testa alta? Se ci fidiamo ciecamente delle fonti che parlano con voce più sonora, la risposta la troviamo già ben palesata, ma se analizziamo le cause più nel profondo, cosa ci impedisce di trovare qualche aspetto ragionevole, comprensibile e giustificabile da entrambe le parti, e non solo presso quella a cui, solitamente, “abbassiamo la testa”?
Boris Borlenghi
05/06/2023



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