I TUMORI AUMENTANO... - ETTORE LEMBO NEWS

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I tumori aumentano. È tempo di un “J’accuse”
Il 4 febbraio è stata la giornata mondiale del cancro, interessante momento di riflessione sulla sanità e sulla correlata tutela della salute in Italia.
Pur se la scienza rende i tumori sempre più curabili, a patto che siano diagnosticati nei primi “stadi” di sviluppo degli stessi e che le cure siano immediate, dobbiamo prendere atto che i casi in Italia sono in aumento.
Questo quanto emerge dal rapporto  “I numeri del cancro 2023” redatto in collaborazione da AIRTUM (Associazione italiana registri tumori), AIOM (Associazione italiana di oncologia medica), Fondazione AIOM e PASSI (Progressi nelle aziende sanitarie per la salute in Italia).
In esso dobbiamo apprendere con vivo rammarico che i tumori nel 2023 sono aumentati di oltre 18.000 casi rispetto al 2020.
Erano, infatti, 376.600 le nuove diagnosi (194.700 negli uomini e 181.900 nelle donne) nel 2020, sono 395.000 (208.000 negli uomini e 187.000 nelle donne) nel 2023.
Dati che devono allarmare, far riflettere, causare reazioni politiche immediate e non demagogiche.
Al di là del tema della campagna vaccinale Covid, sulla quale tanti dubbi stanno crescendo nella popolazione, dubbi che dovrebbero portare il Governo, il Parlamento e il mondo dei media ad agire con azioni di analisi e verifica assai più concreti e seri di quanto stia avvenendo attraverso una Commissione Parlamentare che non sembra essere stata costituita per dare risposte certe alle preoccupazioni dei cittadini, le cause, queste drammaticamente certe, non definibili come “complottiste”, vengono identificate soprattutto nella mancanza di strutturali campagne di prevenzione a largo spettro, nella sempre più scadente qualità del cibo che i cittadini italiani possono permettersi, nei drammatici ritardi nelle azioni di cura dal momento della diagnosi, negli altrettanto drammatici tempi di attesa del malato dal momento del “dubbio” al momento di poter avere accesso a TAC o quant’altro necessario per l’accertamento della malattia.
Di fronte a questo sfacelo, nel Paese che presiede il G7 in questo momento, noi cittadini dobbiamo sentire commenti giornalistici che incolpano il “cambiamento climatico” come primaria causa dell’incremento dei casi tumorali.
È successo personalmente a chi scrive di sentirlo in un articolo di SkyTg24.
Viene da chiedersi quale dignità professionale abbia chi riesce a strumentalizzare anche una tragedia, per i malati e le famiglie, quale è vivere una situazione oncologica.
Il rapporto, che non parla di “cambiamento climatico” fra le cause ma cita l’inquinamento reale, non da CO2, inoltre, lancia un ulteriore allarme.
Esso dichiara che i dati peggioreranno nei prossimi anni a causa del fatto che la popolazione italiana sta invecchiando, ampliando le fasce d’età in cui le diagnosi di tumori sono più frequenti
Lo stesso rapporto, però, alza il dito sul fatto che gli “screening” sono stati sospesi a causa della pandemia da Covid-19.
Chi scrive, da malato oncologico quale sono da molti anni, avendo conseguentemente vissuto sulla mia persona le scellerate scelte governative di quei mesi, scelte che crearono malati di “serie A” e malati di “serie B”,  non può che portare la propria esperienza, anche di ansia, nel non poter avere avuto accesso alle cure che lo Stato italiano aveva il dovere di fornire a tutti i malati anche in quel periodo.
Mancanza di cure che sta condannando a morte molti malati oncologici che non ebbero accesso alle proprie, dovute, cure.
Sull’argomento chiedo un favore, che i media smettano certa comunicazione dell’emergenza su quel periodo, le poche ma sufficienti informazioni oggi reperibili rendono chiaro come le scelte politiche del tempo furono strumentali ad un disegno, un disegno scellerato e strumentale ad, oramai sempre più chiari, obiettivi.
Obiettivi di potere e finanziari, non di tutela della salute dei cittadini, questo emerge anche dal titolo in prima pagina a nove colonne del quotidiano La Verità, sempre del 4 febbraio, che recita “Il PD decise il lockdown spinto dalle grandi imprese”.
Il rapporto fornisce una analisi che deve far riflettere tutti, in primis coloro che, sempre pro tempore nelle democrazie, sono chiamati a prendere decisioni per il bene dei cittadini, attraverso esso, infatti, si dimostra che con cure appropriate e sempre più qualificate il periodo 2007-2019 ha potuto riscontrare in Italia una riduzione di 270.000 decessi dovuti a tumori rispetto al periodo 2003-2007.
Persone rimaste in vita, e con una accettabile se non ottima qualità della vita, a causa del fatto che sono state curate nei giusti tempi!
Dopo il 2019 è avvenuta una inversione di tendenza, inversione certamente dovuta a errate scelte governative nel periodo 2020 - 2023, affermazione che rischia di divenire eufemistica se i riscontri già qualificati in altri Stati occidentali sulle politiche durante il picco pandemico Covid dovessero essere riscontrate anche dal Parlamento italiano.
Anche per questo, non solo per questo, sarebbe gradevole vedere un forte cambio di passo della Commissione Parlamentare di indagine sul periodo Covid.
La citata analisi indica le scelte che sarebbe utile che l’Esecutivo, e i governi regionali, dovrebbero senza indugio attuare per ridurre drasticamente i decessi da tumore.
In primo luogo gli “screening” finalizzati a diagnosi sempre più precoci.
Scelta politica che apparentemente incrementerebbe i costi della già devastata, non solo economicamente, sanità pubblica italiana, ma che, in realtà, migliorerebbe in modo assai significativo il conto economico pubblico relativo alle voci di costo inerenti direttamente ed indirettamente ai tumori.
Nel rapporto si evidenzia come, un esempio assai significativo, occorre con urgenza alzare il livello di attenzione sui tumori legati al fumo di sigaretta nelle donne e sul cancro al pancreas.
Tumore questo su cui non si sono registrati miglioramenti nello sviluppo né di metodi di screening per la diagnosi precoce né di terapie.
Cancro al pancreas e, più in generale, i tumori addominali che si potrebbero, lo dice il rapporto, ridurre del 40% attraverso la riduzione drastica di fattori di rischio quali il fumo e, ancor di più, l’alcol e il miglioramento della qualità del cibo sulle nostre tavole.
Elemento quest’ultimo che porta a ragionare sulla follia delle politiche europee nel settore agricolo oggi evidenziate dalle proteste degli agricoltori in tutta Europa e nella nostra Italia.
Italia che ha, addirittura, un ministero denominato “Ministero delle imprese e del made in Italy”, elemento di facile demagogia il Made in Italy che, sarebbe assai auspicabile, vedere attuato con politiche che impediscano l’importazione di prodotti agricoli da nazioni, la Cina per esempio, ove la tutela della qualità delle produzioni agricole è nulla ed ove i prodotti chimici vietati in Italia nella produzione agricola sono intensivamente utilizzati, prodotti chimici qui vietati perché dannosi alla nostra salute.
Il rapporto, un rapporto assai interessante, sarà per questo che i media non lo divulgano con la dovuta intensità, ragiona anche sul legame diretto fra obesità e vita sedentaria ed incremento dei tumori.
Obesità assai spesso legata, di nuovo, ad una alimentazione povera.
Alimentazione povera dovuta, oggi, sempre più spesso al crollo verticale del potere di acquisto degli italiani.
Un recente articolo di RAI News ha evidenziato come il 91% dei consumatori italiani è preoccupato per la propria condizione economica e l'81% è preoccupato in maniera più ampia per l'economia del Paese.
Il 73% dei consumatori lamenta un incremento dei prezzi di beni alimentari ben oltre il dato ISTAT sull’inflazione, elemento che ha costretto un enorme numero di famiglie in Italia a ridurre la qualità dei cibi portati sulle proprie tavole con, lo dichiarano gli studi sul cancro, un diretto e correlato incremento di casi di tumori addominali.
A fronte di questa analisi dobbiamo, noi cittadini, sentire giornalisti correlare il preoccupante incremento della numerosità di tumori con il “cambiamento climatico”, fatto che, soprattutto dopo aver approfondito l’argomento, ci annoia un bel po’.
Anzi ci crea “rabbia”.
Cari giornalisti, i tumori non colpiscono noi essere umani perché fa “più caldo” o “più freddo”, bensì ci uccidono a causa di scelte scellerate del vari governi che si sono susseguiti nel tempo in Italia, sia a livello centrale che regionale.
Politiche che hanno ridotto la prevenzione attraverso screening obbligatori ed a tappeto che non vengono programmati.
Politiche folli sul controllo della qualità della produzione agricola interna alla nostra Europa ed Italia, ma che permettono l’ingresso dei prodotti OGM, sui cui danni alla salute poco si riesce a comprendere, e dei prodotti stratrattati con fitofarmaci dalle multinazionali del settore in nazioni ove questi prodotti chimici non sono vietati.
Trattamenti che incrementano in modo assai significativo la resa del campo agricolo con ovvi vantaggi sui prezzi di detti prodotti agricoli rispetto a quelli dei nostri agricoltori, ma con diretti maggiori rischi per la salute di chi li consuma.
Nella giornata mondiale del cancro avremmo gradito poter leggere di queste incongruenze.
Avremmo gradito vedere la sempre presente Europa nel campo della difesa della vita allorquando, celata dietro questo che appare sempre più come uno “slogan”, si tratta di imporre scelte onerose ai cittadini quali le, oggi non competitive sul piano dei costi per gli utilizzatori, automobili elettriche o altre “ilarità” simili, prendere la parola sui temi concreti legati alla prevenzione dei tumori, i temi presenti in questo mio intervento.
Al contrario, noi cittadini con la consuetudine alla ricerca ed alla comprensione diretta dei fenomeni e non massificata dai media, ci dobbiamo “annoiare” con ragionamenti demenziali quali quelli che legano l’incremento dei tumori dal 2019 al 2023 in Italia alla CO2 ed al “cambiamento climatico”.
Per essere chiari, il periodo temporale che ha visto investimenti pubblici stratosferici, il mitico “cappotto termico delle abitazioni” per esempio, investimenti che hanno devastato il conto economico dello Stato italiano, per ridurre i danni da CO2, è lo stesso periodo temporale che ha visto in Italia incrementare, non ridurre, di 18mila casi i nuovi tumori rispetto al periodo 2007 - 2019.
È tempo di dichiarare un “J’accuse” forte e chiaro di queste manipolazioni finalizzate a portare in povertà il ceto medio italiano ed europeo.
La salute e la qualità della vita dei cittadini, della piccola borghesia, è un dovere dei governanti tutelarla, anche a discapito degli interessi delle multinazionali globaliste.
Ignoto Uno
05/02/2024
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