BIDEN E TRUMP... - ETTORE LEMBO NEWS

Title
Vai ai contenuti
BIDEN ALLA
CASA BIANCA,

TRUMP NELLE CASE DEGLI AMERICANI?
Per quanto sia necessario discutere sul conflitto russo-ucraino, come non si mancherà di fare nei prossimi articoli, è opportuno riflettere anche sulla situazione politica statunitense, ora che ci si trova quasi a metà del mandato di Joe Biden, uno degli attuali protagonisti sulla scena mondiale, per i più fautore di pace e portatore di democrazia, per altri invece attentamente analizzato e messo in discussione.
Le elezioni presidenziali americane si tengono ogni quattro anni nell’Election Day, in occasione del quale i “grandi elettori”, scelti dai cittadini in ogni singolo Stato federale, assegnano il proprio voto ai candidati. Agli inizi del gennaio successivo si conferma quanto votato e il 20 dello stesso mese ha luogo l’insediamento alla Casa Bianca del nuovo presidente. Fra gli anni 2017 e 2020 ci si è trovati di fronte all’inaspettato repubblicano Trump il quale, malgrado la scarsa esperienza in campo politico, ha saputo prendere le redini di uno degli Stati ai vertici del mondo per risollevarne le sorti economiche e sociali. Dopo di lui lo schieramento democratico è tornato a prevalere, con l’elezione di colui che era già stato vice presidente al fianco del predecessore di Trump. Ed è così che Joe Biden, braccio destro di Obama, si troverà fino al 2024 a guidare le cinquanta stelle della bandiera più nota del globo.
Per la stragrande maggioranza degli occidentali, o meglio, per il tipico “cittadino medio”, l’elezione di Biden è stato un toccasana per la pace e la sicurezza mondiale, dopo uno “sciagurato” Trump che, rivoluzionario e innovatore, avrebbe stravolto l’ordine creato dai suoi predecessori, primo fra tutti Barack Obama. Sempre il cittadino medio ora si aggrappa alla speranza che, alle prossime presidenziali del 2024, sia pronto a candidarsi un “nuovo Obama”, o un “nuovo Biden”, o magari uno di loro direttamente, che possa scongiurare il ritorno o l’arrivo di qualcuno che, tirando a sé le redini di un Paese così impegnativo, metta in difficoltà il cittadino abituato a una maggiore flessibilità.
Ebbene, per quanto il tycoon non si trovi direttamente al potere, la sua influenza non solo resta stabile, ma negli ultimi tempi sembra crescere. Qual è il motivo? Forse la diffidenza che gli americani cominciano a nutrire verso Biden, primo di coloro che, sotto l’intento dichiarato di risolvere il conflitto russo-ucraino, stanno rifornendo gli armamenti del presidente Zelensky, stuzzicando il fastidio di Putin? E l’italiano medio, di fronte ad un Draghi che, su scala ridotta, agisce esattamente come Biden? Probabilmente gli occorre ancora tempo prima di realizzarlo.
Come riporta l’ANSA in un recente articolo, per Trump le cose non sono messe così male come ci si potrebbe aspettare per un ex capo di stato: “i 'suoi' candidati alle primarie in Ohio vincono senza particolari problemi, confermando la forza dell'ex presidente Usa. L'ex consigliere del tycoon Max Miller si aggiudica le primarie per la Camera, mentre l'autore di 'Hillbilly Elegy' JD Vance quelle per il Senato. [...] Gli osservatori ritengono che la vittoria di Vance rafforzerà la posizione di Trump nel partito repubblicano. Il tycoon non ha ancora sciolto le riserve su una sua possibile candidatura per il 2024 e il successo in Ohio potrebbe aumentare le chance di una sua discesa in campo. [...] Vance ha descritto le primarie in Ohio come una "battaglia per l'anima" dei repubblicani, fra quelli dell'establishment e quelli come lui e Trump disposti invece a combattere per posizioni più populiste”.
Una fonte differente, Reuters, riporta che “L'influenza di Trump, che quest'anno ha approvato più di 150 candidati, aiuterà a determinare se i repubblicani invertiranno come previsto il loro sottile deficit alla Camera e prenderanno anche il controllo del Senato, diviso a metà con i democratici [...]. La perdita di entrambe le camere consentirebbe ai repubblicani di bloccare l'agenda legislativa di Biden e di infiltrarsi nella sua amministrazione con indagini politicamente dannose”.
Ebbene, per quanto per almeno altri due anni Biden rimanga alla Casa Bianca, Trump sta progressivamente riacquistando piede nelle case degli americani? I cittadini sono forse intimoriti da un presidente attuale che conduce gli USA ad un destino ignoto? Forse preferirebbero portarsi avanti con le speranze, in attesa di un più brillante 2024.
(Boris Borlenghi)
09/05/2022


Torna ai contenuti