PUNTUALE COME SEMPRE "Ignoto Uno". - ETTORE LEMBO NEWS

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Puntuale e preciso
come sempre,
Ignoto Uno

Interessanti i messaggi che sembra voler lanciare.
Messaggi per chi sa leggerli, cultura per chi invece...
Sta a ciascuno di noi sapere, capire, volere.
O rimanere tra coloro che tutto sanno, senza sapere.
Buona lettura
(Ettore Lembo)
30/01/2022

Il sindaco di Benevento, Clemente Mastella, politico da sempre, in questi giorni di teatrino della politica ha dichiarato “sto vedendo cose mai viste”. Sempre lo stesso Mastella, intervistato da Mentana, annichiliva coloro che sanno interpretare i messaggi citando Capaci.
Io fra questi.
Per i più giovani un minimo di memoria storica.
Era il 23 maggio 1992 ed a Capaci, vicino a Palermo, deflagravano 500 chili di tritolo che facevano saltare in aria tre veicoli con a bordo un magistrato, Falcone, sua moglie e la scorta.
L’agenda politica italiana in quel momento vedeva all’ordine del giorno l’elezione del futuro Presidente della Repubblica.
Il mandato di Francesco Cossiga, noto per aver “picconato” la prima repubblica, era terminato con qualche settimana di anticipo a causa delle premature dimissioni dallo stesso che, nel presentarle, aveva aperto una ancora più profonda crisi istituzionale in quegli anni segnati da quella che passò alla storia come “mani pulite”.
In quelle ore i ben informati davano per favorito nella corsa al Quirinale l’Onorevole Giulio Andreotti, nominato da Cossiga senatore a vita, ma anche la sua corsa al Colle fu disintegrata da quella strage.
Sull’onda dell’emozione popolare fu eletto Oscar Luigi Scalfaro.
Iniziò una Italia ben diversa, non per forza migliore.
L’Italia stava vivendo giorni sconvolgenti e i partiti di allora sentivano vicina la loro fine.
A febbraio, con l'arresto del socialista Mario Chiesa, era scoppiata “Tangentopoli”, “mani pulite” appunto, con l’arresto di un gruppo dirigente a capo di un sistema che si chiamava “pentapartito”, ma non di tutta quella classe politica che basava la sua forza sul “consociativismo”.
Le elezioni politiche del mese precedente avevano reso evidente il disagio sociale presente nel paese, i partiti di governo perdevano consenso e la Lega di Umberto Bossi era in forte ascesa.
Al quarto scrutinio la Democrazia Cristiana puntò su Arnaldo Forlani che si ritirò al sesto avendo ottenuto solo 479 preferenze.
Lo stallo proseguì così per altri dieci giorni allorquando la bomba di Capaci “elesse” il nuovo Presidente della Repubblica.
Molte le analogie con l’Italia di oggi. Corruzione, partiti incapaci di interpretare l’opinione pubblica, ancor meno di dare al Paese risposte chiare. Media proni ai veri poteri forti e pronti a distruggere chi disturba o è, almeno apparentemente, più debole.
Non vedere molte analogie è tristemente impossibile.
Il Parlamento di oggi, i partiti, addirittura singoli parlamentari, fanno i “loro giochi”. “Loro” appunto, solo loro.
Tante le parole di attenzione alle necessità della nazione, ma pochi i cittadini che oramai percepiscono i grandi elettori come “servitori della nazione”.
Giochi incomprensibili agli italiani che, infatti, non se ne curano come certificato dai dati di ascolto delle varie “maratone televisive”.
Sono due anni che per i media l’argomento unico è il COVID.
Oggi, grazie a questo momento elettorale, pressoché scomparso dai palinsesti e relegato nelle pagine interne dei quotidiani.
Noi italiani, assistendo a tanto squallore, non possiamo che auspicare che da queste giornate di elezione del futuro Presidente della Repubblica si formi nei giornalisti l’esigenza di iniziare a narrare la realtà del paese.
La crisi morale imperante ad ogni livello nella nostra amata Italia, le difficoltà economiche delle famiglie, la mancanza di un progetto strategico condiviso che dia una prospettiva agli italiani, la sempre più preoccupante crisi demografica, un sistema sanitario allo sbandò che si nasconde dietro al covid per trovare la motivazione delle sue carenze, una magistratura in gran parte militante e non terza, la fuga dei nostri migliori giovani sempre più alla ricerca di soluzioni di vita all’estero, questi alcuni dei temi che sommessamente consigliamo ai nostri grandi opinionisti di evidenziare ed affrontare superato questo sgradevole per noi “italiani semplici” momento di elezione del futuro Presidente della Repubblica.
Sempre a noi “italiani semplici” la logica dei “mercati che ci guardano” ci interessa il giusto. Come non ricordare la presidenza del Senatore a Vita Mario Monti? Tanto voluto dai “mercati” e così devastante per gli italiani. Mi chiedo poi perché fu nominato senatore a vita, quali i suoi meriti speciali per la nostra patria?
Nomina che tanto ricorda il premio Nobel per la pace al primo giorno di incarico al Presidente statunitense Obama. Non aveva potuto fare ancora niente, era appena arrivato. Ognuno si senta libero di interpretare i suoi otto anni di presidenza come ritiene.
Deve essere un certo stile dei “mercati”, sia Obama che Monti dai “mercati” erano molto amati.
Io vorrei un Presidente amato dagli italiani.
Al netto dei mitici opinionisti e degli onniscienti sondaggisti, qualcuno mi sa dire chi realmente possa rappresentare, scelto fra gli esponenti del ceto dirigente italiano tutto, questa figura di “amato dagli italiani”?
A giornalisti, opinionisti ed onniscienti tutti propongo le immagini del feretro fra due ali di folla di un vero statista, Alcide De Gasperi, come parametro per definire chi è realmente amato dal popolo italiano.
Augurando lunga vita a tutti so per certo che quelle immagini non le vedremmo per chiunque di coloro che ci governano oggi.
A questo punto meglio confermare Mattarella, usato conosciuto, in attesa di un nuovo ceto parlamentare eletto nel 2023.
Su questo “nuovo” si uniscano da subito e con spirito altruista tutti gli italiani di buona volontà.
Ignoto Uno
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