DA VANNACCI AD APOSTOLICO - ETTORE LEMBO NEWS

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Da Vannacci ad Apostolico.
Terzietà, parola abusata e strumentalizzata.
Ai funzionari pubblici, qualsiasi sia il loro rilievo, viene richiesto di essere “terzi”.
Si auspica sobrietà nella esternazione dei loro giudizi e nei comportamenti, ancor più delle proprie opinioni politiche.
Questa la teoria. Teoria che viene applicata con grande discernimento ed altrettanta discrezionalità in funzione del fatto che il “soggetto” sia “amico” o “antagonista del pensiero dominante”.
Il Generale Roberto Vannacci, a fine agosto, venne “sollevato dal comando” dallo Stato Maggiore dell'Esercito a causa, così scrisse l’agenzia Ansa, “delle polemiche sul suo libro in cui esprime opinioni contro gay, femminismo e migranti”.
In quei giorni il ministro della difesa Guido Crosetto, sembrerebbe dalle ricostruzioni sui media sollecitato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, chiedeva azioni ben più incisive contro il generale, ne chiedeva la “destituzione”, cioè il licenziamento.
In seguito lo stesso ministro avrebbe dato segnali di “ripensamento”, probabilmente dopo aver notato il consenso che i contenuti del libro “Mondo al Contrario”, il cui autore è il Generale Vannacci, stavano riscuotendo nell’opinione pubblica italiana.
In queste ore un nuovo “caso” di un funzionario pubblico coinvolto in una situazione ove il suo ruolo si è intrecciato con le sue idee politiche esplicitamente esposte.
Si tratta del Giudice di Catania Iolanda Apostolico.
Il magistrato, che fu ripreso in piazza nel 2018 mentre partecipava ad una manifestazione organizzata dall’estrema sinistra contro le politiche dell’allora Vice Presidente del Consiglio e Ministro dell’Interno Matteo Salvini in ordine al contenimento dei migranti clandestini e delle azioni delle ONG, pochi giorni fa ha con sentenza rimesso in libertà, con alcuni altri, un giovane uomo arrivato a Lampedusa clandestinamente il 20 settembre.
Lo stesso ha richiesto “asilo politico” ma è, anche, risultato essere già destinatario di un provvedimento di espulsione.
Il giudice Iolanda Apostolico, nella sua sentenza, ha ritenuto adeguata la motivazione del tunisino richiedente asilo.
Questi ha motivato la propria richiesta adducendo, come causa del suo secondo rientro clandestino in Italia, la necessità di fuggire dalla famiglia della fidanzata, giovane deceduta durante la traversata nel primo tentativo di arrivo in Italia del ragazzo.
Famiglia che lo vorrebbe uccidere ritenendolo responsabile della morte della loro figlia.
Questa sentenza ha causato un duro scontro fra la magistratura ed il governo.
La stessa Premier Meloni è intervenuta su questa sentenza in modo molto duro.
In premessa viene, a me “cittadino semplice”, da chiedermi il perché di tanto livore da parte della famiglia della povera giovane contro questo signore.
Mi sovviene la domanda sul perché la giovane sia morte e come.
Mi chiedo se il giovane sia colpevole, per i genitori della ragazza, esclusivamente di averla convinta a partire o anche di qualcosa di peggio legato al palese, almeno per noi “cittadini semplici”, traffico dei migranti.
Traffico di migranti che, sempre più frequenti le voci in tal senso provenienti dai famosi mondi dei ben informati, non possono che richiamare anche la “scomparsa nel nulla” di tantissimi di questi esseri umani al loro arrivo in Italia o durante il loro tentativo di raggiungere la nostra amata Patria.
Mi chiedo se la dottoressa Iolanda Apostolico, nel emettere la sua sentenza sul caso, abbia avuto, anche lei, dubbi simili, oppure si sia esclusivamente soffermata su aspetti più formali del diritto come si può comprendere da quanto emerge dalla lettura, attraverso i giornali, della sentenza.
La domanda di fondo, però, che sovviene a me “cittadino semplice”, è se sia o meno simile la vicenda che vede il Generale Vannacci coinvolto con quella della dottoressa Apostolico.
Il Generale ha scritto un libro ove nulla si trova che riguardi la sua professione di militare.
Il Giudice di Catania ha sentenziato su un tema ove la stessa si era apertamente esposta politicamente.
“Terzietà” sul Treccani è sinonimo di “indipendenza dell’azione pubblica” ed “imparzialità”.
Indipendenza “sia per quanto concerne le specifiche modalità con cui le funzioni vengono svolte, sia rispetto alle loro finalità” leggiamo, noi “cittadini semplici”, sul Treccani.
L’indipendenza è la “libertà di agire secondo il proprio giudizio e la propria volontà senza subire condizionamenti da altri” possiamo continuare a leggere e, conseguentemente, ci chiediamo se sentirsi parte di una comunità politica fino al punto di partecipare ad una manifestazione contro il governo organizzata da quella parte politica sia coerente con detta “libertà di azione”.
“Terzietà e indipendenza del giudice” è la condizione principe per la sua “credibilità nel suo agire nel ruolo”.
Se condiviso questo ragionamento non potrà che essere condiviso anche il fatto che il Presidente della Repubblica oltre a “comandare” le forze armate è, anche, il Presidente del CSM.
Da “cittadini semplici” che credono nelle Istituzioni democratiche della nostra amata Patria non posso che auspicare altrettanta sollecitudine da parte dei media nel far conoscere l’indirizzo del Presidente che potei notare nella “vicenda Vannacci”.
Posizione che in quel caso, io “cittadino semplice dotato di libero arbitrio” non potei, pur rispettandola, condividere.
Egualmente io, sempre “cittadino semplice”, non posso che anelare sul caso Apostolico un altrettanto vivace dibattito giornalistico come noi tutti cittadini italiani abbiamo potuto seguire sul caso Vannacci.
Giornalisti ed opinionisti spesso pronti alla lapidazione di quel servitore dello Stato esclusivamente perché lo stesso ha esposto con la schiena dritta le sue opinioni, opinioni non in linea con il pensiero dei media stessi.
Sarebbe, poi, così bello, e per certi versi interessante, poter veder esposta anche la satira sulla vicenda di questo magistrato, magari anche due comici tanto televisivi.
Ignoto Uno
06/10/2023
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