GIUSTIZIA STATUNITENSE... - ETTORE LEMBO NEWS

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GIUSTIZIA STATUNITENSE...
LA MANDIAMO
IN TUTTO IL MONDO?

Stati Uniti… Che cosa si cela dietro questo nome? Uno dei Paesi più sviluppati e democratici al mondo, strenui protettori della pace e paladini della giustizia, oppure un Paese allo sbaraglio, sempre sollecito a scatenare guerre, col pretesto della difesa del suo “sacro suolo”?
Abbiamo assistito in questi giorni ad uno degli eventi politici più azzardati e rischiosi da parte del governo statunitense: la visita a Taiwan della Speaker della Camera dei rappresentanti Nancy Pelosi, visita la quale ha allarmato la Cina preparandola ad un atteggiamento ostile e improntato alla difesa.
Proprio nelle ultime ore “il ministro degli Esteri giapponese Yoshimasa Hayashi ha chiesto alla Cina di fermare immediatamente le esercitazioni militari intorno a Taiwan, [...] dopo gli sviluppi che hanno visto cinque missili balistici cinesi cadere nella zona economica esclusiva nipponica. Hayashi [...] ha incontrato il segretario di Stato Usa Antony Blinken: entrambi, ha riferito l'agenzia Kyodo, hanno condannato con forza l'operato di Pechino”.
Così è riportato da una nota testata giornalistica italiana, la quale specifica che “la Cina ha lanciato 11 missili balistici Dongfeng (DF) nelle acque intorno a Taiwan. [...] Lo riferisce il ministero della Difesa di Taiwan, citato dall'agenzia ufficiale Central News Agency, precisando che i lanci sono avvenuti in diversi momenti. [...] Giornalisti dell'agenzia di stampa Afp hanno visto proiettili sparati dall'Esercito cinese in direzione dello Stretto di Taiwan”.
Pare dunque chiaro che la Cina abbia risposto non solo con determinazione, ma anche con una poco celata presa di posizione militare alle provocazioni statunitensi… Si è forse spinta oltre? “Sono gli Stati Uniti che hanno provocato i guai, la crisi e che continuano ad aumentare le tensioni", ha affermato il ministro degli Esteri cinese Wang Yi. E la risposta è stata “una delle più grandi esercitazioni militari mai fatte intorno a Taiwan, [...] i media ufficiali ricordano che si tratta di manovre militari e d'addestramento su vasta scala che includono lanci dal vivo di colpi di artiglieria e di missili in sette aree marittime off-limits a navigazione e sorvolo”. Questo è quanto scrive la medesima fonte.
Ecco quindi che la potenza cinese, infastidita dalla pretesa degli USA di intromettersi in questioni e sistemi politici funzionanti per alterarne l’equilibrio, reagisce stanziando truppe e alzando la voce, a tutela della propria sovranità.
Dall’altra parte, invece, gli Stati Uniti “si oppongono a qualsiasi sforzo unilaterale per cambiare lo status quo di Taiwan, soprattutto con la forza. Lo ha dichiarato il segretario di Stato americano, Antony Blinkenn, [secondo cui] la stabilità dello stretto è nell'interesse dell'intera regione".
Due opinioni contrastanti, quindi: a quale parte occorre attribuire la responsabilità di quanto sta avvenendo? Forse che gli USA si sarebbero potuti limitare, almeno questa volta, evitando di spingersi in luoghi caldi dal punto di vista politico, col rischio di innescare la miccia di un conflitto? Nel frattempo il capo della diplomazia Ue Josep Borrell ha condannato le "esercitazioni militari mirate" della Cina intorno a Taiwan: "Non c'è alcuna giustificazione per usare una visita come pretesto per un'attività militare aggressiva nello Stretto di Taiwan, è normale e di routine per i legislatori dei nostri Paesi viaggiare a livello internazionale. Incoraggiamo tutte le parti a mantenere la calma, esercitare moderazione e agire con trasparenza”. Intanto i ministri degli Esteri del'Asean, i 10 Paesi del sudest asiatico (Brunei, Cambogia, Indonesia, Laos, Malaysia, Myanmar, Filippine, Singapore, Thailandia e Vietnam), “hanno avvertito che la crescente situazione di tensione intorno a Taiwan potrebbe innescare "conflitti aperti”, come riporta sempre la medesima testata italiana.
Ci troviamo di fronte ad una situazione nella quale la più grande potenza al mondo non solo sta partecipando al conflitto russo-ucraino, alimentandolo con l’invio di aiuti e armi in continuazione, ma sta anche insistendo nel dar fastidio ad uno dei Paesi che meglio riuscirebbe a tenerle testa, a costo, ovviamente, di coinvolgere disastrosamente altri Stati e popoli inermi. Stati Uniti, quindi, che col pretesto di sorreggere lo stendardo della pace mondiale destabilizzano volontariamente non solo mediante operazioni belliche, come il Medio Oriente è ben a conoscenza, ma anche in modo più subdolo, inviando politici, rappresentanti, a porsi di fronte al mondo come difensori di giustizia, nel frattempo mettendo i piedi in testa a chi, di giustizia americana, farebbe anche a meno.
Boris Borlenghi
05/08/2022
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