BORIS JOHNSON HA RASSEGNATO LE DIMISSIONI.. - ETTORE LEMBO NEWS

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Boris Johnson
ha rassegnato le dimissioni.
I russi  sarcastici,
e gli europei?

Boris Johnson ha annunciato formalmente le sue dimissioni da leader del Partito Conservatore britannico, forza di maggioranza in Parlamento, in un discorso alla nazione.
"Lascio ma non avrei voluto farlo", ha detto Johnson annunciando alla nazione le sue dimissioni da leader Tory.
"Quando il gregge si muove - ha tuttavia aggiunto - si uniscono tutti. Nessuno è indispensabile: il nostro sistema darwiniano riuscirà a trovare un nuovo leader a cui darò tutto il mio sostegno".
Johnson si è detto "immensamente orgoglioso" di aver portato a compimento la Brexit nei suoi tre anni a capo del governo, annunciando oggi alla nazione le sue dimissioni da leader Tory, primo passo verso l'uscita da Downing Street. Johnson ha inoltre rivendicato tra i suoi meriti quello di aver fatto uscire il Paese dalle restrizioni Covid per primo in Europa, di aver portato a casa un anno di crescita economica e il record assoluto di occupazione nel Regno.
Secondo alcuni, sembra si stia ripetendo una sequenza già sperimentata da illustri predecessori come Winston Churchill e Margaret Thatcher. Una sintomatica forma di "ingratitudine" dei Conservatori e dell'elettorato in generale nei confronti dei propri leader più brillanti.
“Che lo ami o lo detesti, Boris Johnson è stato il primo ministro britannico più importante dai tempi della Thatcher” ha sottolineato ,Herald George Brandis, ex alto commissario del Regno Unito ed ex procuratore generale,  ripercorrendo la traiettoria politica dell’ormai ex leader Tory.
Aggiungendo ancora: “Alla fine anche il politico più fortunato resta senza fortuna e l'artista più temerario scivola sul filo del rasoio. Il primo ministro Boris Johnson potrebbe essere giunto al termine, ma che viaggio spettacolare è stato. E ha cambiato il corso della storia britannica come pochissimi sono riusciti a fare”
Il primo parallelismo che viene in mente è quello con Winston Churchill, il più grande leader in tempo di guerra che ha salvato il Paese e l’Europa dai nazisti, ma alle elezioni generali del 1945 lo stesso elettorato britannico lo rimandò a casa, con una sconfitta vergognosa e una vittoria schiacciante per il rivale laburista, inviando così un’onda d’urto in tutto il mondo.
Il secondo parallelismo si evidenzia con la rivolta interna contro Margaret Thatcher nel 1990, guidata da Sir Michael Heseltine, innescando una battaglia per la leadership del partito.
E così, non c'è due senza tre. Sulla scia di una serie di scandali che hanno coinvolto diversi esponenti del suo governo e della maggioranza, anche Johnson ha dovuto fare i conti con una fronda interna al Tory Party.
Per la cronaca, e da notare che tutti e tre  hanno in comune la partecipazione a  guerre...
Churchill nel 1945, la seconda guerra mondiale, quarant'anni fa, Margaret Thatcher che fece la campagna di guerra per riconquistare le Isole Falkland dall'Argentina. In entrambi i casi l'Inghilterra ne uscì vincitrice.
Oggi Boris Johnson, artefice della "brexit", principale sostenitore, con l'Europa dalla quale e' voluto uscire, della guerra Ucraina contro la Russia.
Situazione che crea grandi perplessità in tanti.
Chissà se anche questa volta la scelta fatta da Johnson condurrà alla vittoria gli Inglesi? accomunandolo quindi anche in questo ad i suoi illustri predecessori? oppure.....
Di sicuro i Russi non fanno nulla per trattenere il loro legittimo sarcasmo.
Vanno via i migliori amici di Kiev...
'Risultato dell'arroganza e della politica mediocre britannica'.
E' il commento sarcastico su Telegram dell'ex presidente e attuale vice presidente del Consiglio di Sicurezza russo, Dmitri Medvedev.
"Speriamo che persone più professionali e in grado di prendere decisioni attraverso il dialogo arriveranno un giorno al potere in Gran Bretagna". Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov.
Chissà invece quali saranno le reazioni Europee, specialmente se dovesse essere sostituito con un Primo Ministro che possa invertire l'indirizzo in questa guerra del'Inghilterra ed instaurare un dialogo con la Russia che porti ad una trattativa e magari alla pace. Pace, tra Russia ed Ucraina, di cui l'Europa e' incapace di pensare e priva di volontà nell'ottenerla.
Trattativa che ribalterebbe il volere di quei poteri finanziari che vogliono la guerra, e di cui anche l'Inghilterra ha interessi.
I miracoli possono sempre avvenire, chissà se e' questo il momento?
Ettore Lembo
07/07/2022



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