MEDIO ORIENTE. DOV'E' L'EUROPA? - ETTORE LEMBO NEWS

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Medio Oriente, dove è l’Europa?
Lo scontro fra lo Stato di Israele ed Hamas non può essere ritenuto uno scontro fra due entità paritetiche.
Il primo, infatti, è una democrazia che esprime un ceto dirigente liberamente eletto, il secondo un gruppo armato definito “terrorista” dagli Stati che compongono le Nazioni Unite, differenza abnorme che definisce con chiarezza le diverse posizioni.
Hamas non rappresenta il popolo palestinese, anzi usa coloro che nella Striscia di Gaza non hanno aderito a questa organizzazione terroristica come scudi umani.
Questo il motivo che dovrebbe portare tutti gli Stati aderenti all’Onu a predisporre, e gestire direttamente, dei cordoni umanitari atti a far uscire dalla Striscia di Gaza, esclusivamente per il tempo necessario a estirpare il terrorismo da quella terra, i civili, queste povere persone palestinesi,  mettendole in sicurezza.
Questo renderebbe più facile e rapido il compito all’esercito israeliano di discernere fra terroristi ed innocenti.
Intendo essere molto netto e chiaro, l’esercito dello Stato di Israele non può, deve, fermare per sempre questi barbari impedendo loro di poter ripetere quanto hanno compiuto il 7 ottobre.
L’esercito di Israele deve distruggere per sempre i tunnel, calcolabili in centinaia di chilometri, e tutte le infrastrutture costruite sotto terra da Hamas per predisporsi a distruggere lo Stato di Israele come dichiarato nel loro statuto come fine.
Quanto sta avvenendo in medio oriente non è una “guerra”, non è uno scontro fra “due popoli”, è l’attuazione di un progetto estremista di un gruppo terroristico che aggrega adepti seguendo il dettato di molti Imam, presenti anche sul territorio italiano, che chiedono ai mussulmani di aderire alla “Jihad”, alla guerra santa, contro gli infedeli in tutto il mondo.
Oggi sono gli ebrei,  domani saranno i cristiani. Ovunque essi risiedano.
Questi Imam educano i loro fedeli ad uccidere gli “infedeli” dichiarando che “è un obbligo imposto a tutti i musulmani”.
Questi Imam instillano l’odio religioso e predicano che a chi uccide un infedele è assicurato il Paradiso.
Per un mussulmano è “infedele” chiunque non professi di seguire le parole del Profeta Maometto.
Nel Libro, unico testo in cui crede chi è cristiano, Libro che accomuna noi che crediamo in Gesù Cristo nostro Signore a chi crede esclusivamente nel Vecchio Testamento, possiamo leggere l’Ecclesiaste (per chi volesse approfondire 3, 1-15) che ci parla del fatto che “per ogni cosa c’è il suo momento, il suo tempo”.
“C'è un tempo per nascere e un tempo per morire, un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante. Un tempo per uccidere e un tempo per guarire, un tempo per demolire e un tempo per costruire”, questo possiamo leggere noi cristiani.
Cristiani che dovremmo conoscere entrambe le “parti” che compongono il “nostro” Libro.
Esso recita, inoltre, che “c’è un tempo per la pace ed un tempo per la guerra”.
Dopo quanto è successo il 7 ottobre in medio oriente, non importa assolutamente nulla se si tratta di “terra occupata” rispetto a quanto deliberato dalle Nazioni Unite nel 1947 o meno, quanto è accaduto è così abominevole che non può prevedere altro che la soluzione definitiva del “problema Hamas”.
Gli adepti di questa organizzazione terroristica possono comprendere la gravità di quello che hanno compiuto e consegnarsi alla giustizia.
Utile sarebbe prevedere una corte internazionale di giustizia per i capi di questa organizzazione.
Utile prevedere una Norimberga per loro.
Perché la comunità internazionale ha emanato un ordine di arresto internazionale per Putin in ordine a presunti reati contro bambini ucraini e non si comporta in egual misura contro i capi di Hamas?
Se l’Europa organizzasse un corridoio umanitario per togliere dal campo di battaglia gli inermi palestinesi e lanciasse l’idea di una Corte Internazionale di Giustizia per i terroristi che hanno compiuto gli orrendi atti del 7 ottobre ed i loro capi, questa Europa avrebbe una dignità politica.
Purtroppo l’Unione Europea sa parlare esclusivamente di “cappotto termico”, di “cambiamento climatico” e di “parole offensive per i gender”, veramente poco per avere un ruolo di leader mondiale.
Ignoto Uno
06/11/2023
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