DUE ANNI DOPO LIVRAGA: - ETTORE LEMBO NEWS

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DUE ANNI DOPO
LIVRAGA:

FINALMENTE GIUSTIZIA?
Facilmente si riesce a ricordare quanto avvenne la mattina del 6 febbraio 2020 a Livraga, nel Lodigiano, se solo si accenna ad un disastro di tipo ferroviario: trattasi del deragliamento del Frecciarossa 9595, operato da Trenitalia sulla linea alta velocità Milano-Salerno, che provocò la morte dei due macchinisti e il ferimento di 31 passeggeri. L'evento ha avuto particolare risalto essendo stata la prima e unica disgrazia sulla rete ad alta velocità italiana.
Secondo il Rapporto ad interim di indagine, stilato dalla Direzione Generale per le Investigazioni Ferroviarie e Marittime e pubblicato il 5 febbraio 2021, “Al momento dell’incidente le condizioni metereologiche e la visibilità esterna, in periodo notturno, erano buone”, e “nella tratta in esame, al momento dell’evento, non erano in atto lavorazioni al binario né ad altre parti dell’infrastruttura”.
Tuttavia, dopo il passaggio presso il posto di controllo di Melegnano, il convoglio ha raggiunto una velocità di circa 290 km/h e nel tratto tra Livraga e Ospedaletto Lodigiano ha deragliato ad una velocità di circa 298 km/h. La prima carrozza si è separata dal resto del treno ed è uscita completamente dai binari, mentre la parte restante del convoglio ha continuato per un breve tratto la sua corsa, fino ad essere bloccata dalla seconda carrozza.
Sempre secondo il Rapporto, la causa diretta dell’incidente è stata l’errato posizionamento del deviatoio n. 5, mentre le cause indirette sono da attribuire ad errori di cablaggio interno e all’attività manutentiva svolta nel corso della notte precedente l'evento.
In questi due anni le indagini hanno permesso non solo di ricostruire la dinamica dell’accaduto, ma anche e soprattutto di individuarne le figure responsabili. Ora, alla fine di queste analisi, o meglio, arrivati ad un punto in cui sarebbe stato sfibrante continuarle, la procura di Lodi ha chiesto il rinvio a giudizio per 14 imputati facenti parte degli inquisiti originariamente iscritti nel registro degli indagati, così come riferisce l’ANSA in un articolo del 16 aprile. La stessa fonte riporta poi che “Il procuratore della Repubblica Domenico Chiaro, nello stralciare le posizioni di Rfi e Alstom Ferroviaria [...], ha accolto, in seguito alle indagini, la tesi difensiva che si basa sul recente orientamento della Cassazione secondo cui, nel caso di incidenti ferroviari, occorre sempre ben distinguere le violazioni delle norme antinfortunistiche da quelle delle norme poste a tutela della sicurezza dei trasporti”. In merito agli imputati invece, come riportato dall’ANSA, “i reati per i quali è stata inoltrata la richiesta - concorso in disastro ferroviario colposo, duplice omicidio colposo e lesioni plurime colpose -, sono frutto di prospettazioni accusatorie la cui fondatezza sarà da considerarsi definitivamente accertata solo all'esito delle verifiche giurisdizionali”. Nel frattempo, secondo le parole de “Il Giorno”, “è stato invece disposto lo stralcio per altri sette indagati, la cui posizione dopo le indagini svolte, sarà probabilmente presto archiviata. Tra le posizioni stralciate figurano anche quelle di Rfi e Alstom Ferroviaria”.
Finalmente dunque si riesce ad intravedere, dopo due lunghi anni di incertezze e rimbalzi di responsabilità, un barlume che comincia a pervadere questa vicenda, portando forse davanti alla giustizia coloro la cui competenza avrebbe dovuto, se ben applicata, evitare il disastro.
C'è poi una storia parallela, ossia quella che collega l’incidente di Livraga con la diffusione del Covid-19, rilevato pochi giorni dopo proprio in quelle aree: domenica 23 febbraio il Lodigiano diventa “zona rossa”, a seguito della scoperta dei primi pazienti positivi. Non mancano coloro che vorrebbero stabilire una correlazione fra i due eventi, sostenendo che la “bomba biologica” sia scoppiata “anche perché non era ancora la fase dei tamponi e quei carabinieri, finanzieri e poliziotti tornavano a dormire in caserma insieme agli altri, mangiavano in caserma insieme agli altri”, portando poi come ulteriore caso la la partita di Champions League, giocata al Meazza tra Atalanta e Valencia mercoledì 19 febbraio, che avrebbe contribuito ancora di più alla diffusione del virus. Queste le parole di Rai News, che afferma quanto abbiamo appena riportato.
Ma in un caso come questo, non sarebbe meglio lasciare da parte le congetture e limitarsi ad analizzare i fatti in modo obiettivo? Certamente un fondo di verità non manca neanche in quanto sostiene quest’ultima fonte, ma dobbiamo forse elevare tale barlume di “vero” a prova assoluta di una diffusione virale che era in circolo da un tempo assai maggiore? Poniamoci domande, cerchiamo la concretezza delle cose e, per ora, almeno tiriamo un sospiro di sollievo, la giustizia per le vittime dell’incidente di Livraga, tanto desiderata e meritata, finalmente comincia ad emergere.
Boris Borlenghi
(17/04/2022)




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