ELEZIONI, LA GUERRA RUSSO-UCRAINA - ETTORE LEMBO NEWS

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Elezioni, la guerra Russo Ucraina
che potrebbe coinvolgerci, debiti.
Cosa cederanno coloro i quali
saremo costretti ad eleggere?

Siamo in Campagna Elettorale, una strana campagna che vedrà eletti i soliti noti, per quella impossibilità tecnico burocratica che impedirà ogni qualsiasi cambiamento al di fuori dei soliti noti.
Così, saremo costretti ad eleggere chi ci ha portato al disastro.
Quindi, avendo chiaro lo scenario attuale, non possiamo che ricordare la storia per evidenziare come l’Italia da sempre è stata svenduta da chi eletto o non eletto, aveva ed ha il potere in mano.
Un mix di tre elementi che ci ha visto sempre soccombenti, anche quando non avremmo dovuto, perché vincitori.
Un mix composto da debiti, guerre, e assoluta mancanza di identità patriottica di chi gestiva ieri, ma anche oggi la “RES PUBBLICA.
Ieri l’altro: la Corsica, poi Nizza e via dicendo, ma anche Pelagiosa, (ringraziamo il Caro Amico che ci ha fatto conoscere la storia di questo importante arcipelago che  pochissimi forse conoscono,) la Dalmazia, Fiume e l’Istria, (vietato parlarne, si rischia di essere additati come fascisti) poi il trattato di Osimo, vero scandalo Italiano.
Ieri: tratti di mare tra la Liguria e la Francia e tra la Sardegna e la Corsica, ceduti, forse si, forse no? Non è dato sapere, ne riusciamo a trovare riscontri certi. Ceduti da recenti Primi Ministri, qualcuno oggi siede in quella che è la commissione Europea.
Oggi: il Mar mediterraneo, con le dispute continue contro alcuni stati che unilateralmente hanno deciso di estendere i propri confini fino a ridosso della coste della Sicilia, e ultimo, forse per nostra umile conoscenza, il Monte Bianco, che non risulta mai essere stato oggetto di trattati di cessione alla Francia.
Sembra che da qualche anno alcuni limitrofi comuni francesi, stiano tentando di occupare il Monte bianco, senza che nessuno in Italia intervenga.
Non è un caso che si è costituito il “ Comitato Monte Bianco” che avrebbe come obiettivo la rivendicazione della territorialità Italiana, anche attraverso la posa di un palo, che possa sorreggere la Bandiera Italiana.
Sembrerebbe che i permessi, tra l’indifferenza generale, siano stati negati, utilizzando ogni tipo di ostacolo burocratico.
Certo suscita la nostra perplessità che siano intervenuti i comuni francesi a proibire la fruizione dei ghiacciai del Monte Bianco, piuttosto che il Comune Italiano di pertinenza, dopo la disgrazia verificatasi sul ghiacciaio della Marmolada.
Quel che ci lascia ancor più perplessi, sono le parole di un “Don” personaggio di spicco di importante organizzazione alpina, che, relata refero, sembra abbia asserito che la montagna unisce e non divide, quindi non avrebbe acconsentito alla posa della Bandiera Italiana.
Ci chiediamo quindi, perché dovremmo combattere una guerra, quella dell’Ucraina, per difendere dei territori, ammesso e concesso che la propaganda che ci propinano, dovesse avvicinarsi alla realtà, che non ci appartengono?
Come mai i politicanti di ieri e di oggi, ci impegnano, a spese e vite degli italiani, a difendere i territori altrui e tralasciano o svendono, i nostri territori?
Di sicuro non ce lo chiede l’Europa, frase che ascoltiamo comunemente, quando la logica impone diversamente perché penalizzante per gli Italiani.
E’ infatti la nostra classe politica, la stessa che pretende di essere eletta che ci ha imposto di fornire armi all’Ucraina, che ci ha imposto sanzioni alla Russia che ricadono sulla Nostra Italia impoverendoci sempre di più.
E’ la nostra classe politica che fa da apripista e spinge verso l’inasprimento della guerra, che potrebbe a breve vederci coinvolti.
A quale fine, dal momento che mai nessuno è intervenuto per farci recuperare quei territori che ci hanno sottratto, con i debiti o con la forza?
Quali territori dovremo cedere a Breve?
E’ la storia che ce lo dice.
Ringraziamo l’amico che ci ha fatto conoscere la storia di Pelagosa, che non conoscevamo.
Un Amico Italiano che aspetta ancora oggi di essere risarcito, insieme a tanti suoi conterranei, per essere stato cacciato dalla sua terra Italiana, insieme a migliaia di altri Italiani e perseguitati dagli Italiani.
Ricordiamoci tutto questo il 25 Settembre, quando dentro il seggio dovremmo esprimere il voto.
E’ nostra la responsabilità, e non possiamo ne dobbiamo demandare ad alcuno.
Ma ricordiamoci di chi è Italiano e di chi fa finta di esserlo… per svenderci meglio.
Informiamoci di cosa e come si intende realizzare chi scegliamo.
Ettore Lembo
27/07/2022

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La Storia di Pelagosa
La storia di Pelagosa è emblematica e dimostra come, non l’Italia, ma lo Stato italiano sia occupato da un “deep state” (funzionari, segretari generali, direttori di dipartimento, capi segreterie, ecc.) composto da cialtroni, ignoranti, lacchè di ogni sorta, servitori di coloro che sono garantiti da un ininterrotto e lauto stipendio con tanto di prebenda annessa, ecc.
Pelagosa è un arcipelago di due isole e qualche scoglio davanti alle Tremiti, a 37 miglia da San Nicola e 30 da Peschici (FG) e 68 (!) da Spalato. Le isolette poggiano sulla “regione geografica italiana” ma territorialmente appartengono alla Croazia.
Pelagosa era territorio del Regno delle Due Sicilie e il piccolo arcipelago faceva parte della provincia di Foggia. Le isolette, poste in un punto strategico per i traffici sull’Adriatico meridionale, essendo a metà strada tra Termoli e Ragusa di Dalmazia, furono ripopolate da Federico II con pescatori provenienti originariamente da Ischia.
All’avvento dei Savoia seguì l’incuria ed il disinteresse per quegli scogli sperduti in mezzo al mare.
Da Wikipedia si legge una verità sconfortante: “il Regno d'Italia non colse l'importanza strategica dell'arcipelago e lo neglesse fino al punto di dimenticarsene. Fu allora che gli Austriaci, con un'azione unilaterale, se ne impossessarono nel 1873 e vi eressero un faro il 25 settembre 1875 (uno tra i più notevoli dell'intero Adriatico), impiantando così una propria presenza stabile sulla Grande Pelagosa.”
Poi venne la Prima Guerra mondiale e Pelagosa, anziché essere attribuita alla Provincia di Foggia, come un minimo di conoscenza storica avrebbe suggerito, fu considerata parte della Provincia di Zara.
Poi venne la Seconda Guerra mondiale e Pelagosa, insieme a tutta la Provincia di Zara, venne inglobata nella Jugoslavia di Tito.
Oggi Pelagosa è croata e si trova al centro di un ricco giacimento di gas naturale.
Che dire…?
La miopia dello Stato italiano e di lunga data. Eppure, non è solo miopia, è anche incuria, disinteresse dalla realtà vissuta, abbandono della propria gente e della propria identità, è menefreghismo, è appiattimento a mo’ di tappeto leopardato davanti a qualche potere straniero, sudditanza, questa, causata dall’incapacità del politico locale nel “reggere” uno “sguardo severo ed indignato” della personalità di turno che ci bacchetta senza titolo, magari agitando il ditino con fare da maestrina.
In uno Stato in cui diventa personaggio pubblico e seguito non chi studia o chi si fa onore a livello internazionale con la propria testa, ma chi gode di un ottimo e fugace involucro, osannato da un quarto potere svuotato di capacità cognitiva, la speranza nel futuro è assai ridotta. Cosi come la categoria della ragionevolezza.
Un Cittadino che ha vissuto la storia, subendo le vicende dell’incuria e del menefreghismo italiano.
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