MATTARELLA A COMUNIONE E LIBERAZIONE - ETTORE LEMBO NEWS

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Mattarella apre il Meeting
di Comunione e Liberazione:

“Vaccinarsi un dovere, è l'unico strumento efficace” suscitando perplessità?
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha aperto il meeting dell'Amicizia tra i Popoli, che si svolge a Rimini, con questa frase : "La responsabilità comincia da noi. Vaccinarsi - tra i tanti esempi - è un dovere non in obbedienza a un principio astratto, ma perché nasce dalla realtà concreta che dimostra che il vaccino è lo strumento più efficace di cui disponiamo per difenderci e per tutelare i più deboli e i più esposti a gravi pericoli. Un atto di amore nei loro confronti, come ha detto pochi giorni fa Papa Francesco"
Prendiamo atto delle parole così ferme e decise del Presidente, nel pieno rispetto di ciò che rappresenta.
Concordiamo con il Presidente che afferma che Vaccinarsi è un dovere non in obbedienza a un principio astratto, ma perché nasce dalla realtà concreta che dimostra che il vaccino è lo strumento più efficace di cui disponiamo per difenderci e per tutelare i più deboli e i più esposti a gravi pericoli.
Concordiamo ed apprezziamo il richiamo a Papa Francesco come un atto d’amore nei confronti dei più deboli.
Tutto questo quando si parla di vaccini in via generale, come ha esplicitamente fatto il Presidente, senza indicare mai alcun vaccino o presunto tale.
Le perplessità tuttavia ha origine da una strumentalizzazione della comunicazione, che sembra volutamente  veicolare le parole del Presidente verso un “ vaccino, non vaccino” di cui da oltre un anno si discute animatamente e che ha spaccato in due l’Italia, con gravi ripercussioni discriminanti e divisive.
Vaccino non vaccino, cui il governo sembra abbia difficoltà a rendere obbligatorio, non potendo andare contro un veto che la stessa Europa ha posto in essere, ripiegando così  all’utilizzo di “surrogati”, come il Green Pass ed i tamponi, per potere costringere gli Italiani alla somministrazione di questo farmaco.
Norme chiare e precise che sembra stabiliscono cosa sia un vaccino, che tipo di sperimentazione deve ottenere, e l’utilizzo obbligatorio solo se non esistano cure alternative valide.
Requisiti che non sembra questi farmaci detengano.
Non essendo dei tecnici, ci dobbiamo affidare alla narrazione dei tecnici ed alle loro diversità, ascoltando non solo una parte degli attori, in questo caso quelli che hanno più accessi, per qualsiasi motivo, ad i media nazionali, ma anche coloro che avendo studi e convinzioni diverse, ed anche un peso economico diverso, non sono invitati in quegli stessi salotti mediatici, impedendoci di fatto, di avere una informazione completa, che tuttavia per chi volesse approfondire, sono reperibili i loro studi sul web, anche se non sempre in lingua Italiana.
Eppure, tra i non ascoltati si trovano nomi di studiosi  di importanza mondiale e Premi Nobel, oltre a migliaia di medici, e personale sanitario che non ritengono questo vaccino non vaccino utile, anzi lo ritengono pericoloso.
Questa loro presa di posizione, a cui si aggiunge il loro mancato inocularsi il farmaco, mette a rischio la possibilità di poter continuare ad esercitare la professione per cui hanno investito decine di anni in studio, specializzazioni e soldi propri e delle proprie famiglie, per raggiungere quei traguardi di elevata professionalità che qualche politicante, posto chissà da chi nella stanza dei bottoni , pretenderebbe di licenziare.
Molte convinzioni sono il frutto di una informazione che ci ha fornito e continua a fornirci dei dati, che pur essendo reali, non ci permettiamo di mettere in dubbio l’autenticità,  forse se letti in maniera diversa, o se costruiti in maniera più congrua, fornirebbero degli spunti di valutazione più concreti e probabilmente diversi.
Risulta ad esempio discutibile che la stessa informazione non si occupa di tutte le numerose reazioni avverse che sembrerebbe stiano colpendo coloro i quali si sono sottoposti alla non sempre volontaria somministrazione di questi farmaci, che piaccia o no dovrebbero essere definiti sperimentali,  per di più evidenziando che non  se ne conoscono gli effetti futuri.
Eppure sono tantissime le persone colpite dalle reazioni avverse, così come sono tantissime le persone decedute, o che muoiono improvvisamente, ma di cui si esclude, forse più per principio che per approfondimento, la correlazione con i farmaci inoculati.
Potremmo fare un esempio lunghissimo, ma apriremmo semplicemente delle disquisizioni che non approderebbero a nulla.
Ma ritornando al Presidente Mattarella:  "Dovremo ancora combattere la pandemia. Ma nostra responsabilità è immaginare il domani. Sentiamo che cresce la voglia di ripartire: il motore è la fiducia che sapremo migliorarci, che riusciremo a condurre in avanti il nostro Paese. L’Unione europea si fa motore di un nuovo sviluppo dei nostri Paesi, uno sviluppo più equilibrato e sostenibile. È un’occasione storica che dobbiamo saper cogliere e trasformare in un nuovo, migliore e stabile equilibrio"
Anche in questo caso nessun accenno ad alcun vaccino non vaccino, ma alla pandemia che tutti dobbiamo combattere e ripartire per portare avanti il nostro Paese.
La Nostra formazione culturale ci fa dire che non è questa l’unione Europea che riteniamo possa farsi motore di uno sviluppo del nostro Paese, avendo dimostrato di essere legata ad altri principi forse lontani dai nostri.
In ogni caso le parole del Presidente vanno tenute nella giusta considerazione e nel rispetto di come le ha sapute proferire, sperando che quella “comunicazione”, divisiva e non corretta, possa almeno questa volta, rispettarne i termini.
Ettore Lembo
22/08/2021




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