MATTARELLA: UN FORTE NO ALLA SUA RIELEZIONE? - ETTORE LEMBO NEWS

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Mattarella:
un forte No
alla sua rielezione?

In un "paese" che non sembra da sempre una "nazione" libera di scegliere le politiche migliori per il proprio popolo, il ruolo del Presidente della Repubblica, diventa probabilmente un ruolo logorante fatto di responsabilità gravose e forse in contrapposizione anche con i propri principi culturali, etici e morali.
Non è un caso infatti che alcuni Presidenti abbiano espresso fortemente l'esigenza di introdurre in costituzione la non rieleggibilita'.
Così Mattarella, in occasione dei 20 anni dalla morte del ex Presidente Giovanni Leone, evidenzia come Leone ed in precedenza Antonio Segni, chiesero "la non rieleggibilità del presidente della Repubblica" e per di più "l'eliminazione del semestre bianco".
Le motivazioni addotte da Segni, traevano origine che: il periodo di sette anni sufficiente a garantire una continuità nell’azione dello Stato'. Per di più la proposta modifica alla Costituzione vale anche ad eliminare qualunque, sia pure ingiusto, sospetto che qualche atto del Capo dello Stato sia compiuto al fine di favorirne la rielezione'".
Da qui ancora l'affermazione che una volta disposta la non rieleggibilità del Presidente, si potrà anche abrogare la disposizione dell’articolo 88 comma 2 della Costituzione, che toglie al Presidente il potere di sciogliere il Parlamento negli ultimi mesi del suo mandato.
È in queste affermazioni dei suoi precedessori che l'attuale presidente lascia intravedere la sua indisponibilità ad una eventuale rielezione?
Se da un lato è difficile conoscere le vere motivazioni che hanno indirizzato le scelte del settennato, sembrerebbe che l'attuale Presidente, voglia ancora una volta ribadire il suo no alla sua eventuale rielezione.
Il toto Presidente è iniziato ancor prima del fatidico "semestre bianco" che è già in atto da ben 2 mesi, e sembra stia evidenziando tutti i limiti della politica Italiana, che forse ha confuso la politica con interessi di altro genere.
Lo scollamento totale tra popolazione e parlamentari, forse è uno dei segnale più forti.  Aggiungiamo poi che mai come in questa legislatura, troppi parlamentari hanno abbandonato la formazione partitica da cui sono stati eletti, confluendo sia nel gruppo misto che in partiti completamente diversi ed opposti.
E per concludere, la formazione di un governo, che sembra essere senza alcuna opposizione, dal momento che l'unico partito di opposizione sembra svolgere più un ruolo di facciata, che di reale opposizione.  Per di più, dove il Parlamento è stato esautorato dalle decisioni  e relegato al ruolo di "ratificatore", attraverso il voto di fiducia.
Voto che non viene dato certo nel reale interesse della popolazione, ma(relata refero) per evitare di sciogliere le camere, facendo cadere il governo, e perdere il vitalizio da parlamentare.
Se aggiungiamo le probabili "interferenze" dovute alla politica estera, di cui non riteniamo doveroso occuparcene in questo articolo, appare evidente di quanto pesante e logorante, possa essere stato il lavoro del Presidente, cui oramai rimangono pochi mesi al termine del suo mandato.
Certo, la scelta del successore ha un grado di difficoltà elevatissima, perché il successore dovrebbe ricoprire il ruolo di eccellente mediatore, non divisivo, in una Italia fortemente divisa,  probabilmente, forse a causa delle scelte dell'unico Presidente che ha permesso la sua rielezione.
Chissà quale peso hanno avuto le pressioni che presumiamo possano essere arrivate dall'Europa all'attuale Presidente, nella scelta di non voler sciogliere le camere anticipatamente?
Ma bisogna guardare avanti, e certamente rispettando il volere dell'attuale presidente, individuare una figura di spicco, di rilievo, di elevata moralità e riferimento, affinché sia di forte aggregazione per il popolo italiano.
Un'impresa ardua?
Forse, ma bisogna guardare fuori dalla compagine politica economica attuale.
(Ettore Lembo)
13/11/2021


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