LATINA: FORZE DI GOVERNO STRUMENTALIZZANO... - ETTORE LEMBO NEWS

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Latina: forze di governo
strumentalizzano

e rilanciano una guerra civile mai dichiarata e mai sopita?
Un terreno che scotta, ma che lascia forse intravedere come una guerra civile , mai dichiarata, ma allo stesso tempo mai sopita, quindi latente, e per questo ancor più pericolosa possa innescarsi.
Cancellare la storia è quello che auspicherebbero quei partiti di sinistra che colgono ogni occasione per alzare il dito contro un fascismo che non esiste più, forse in cerca di un rinnovato scontro ideologico, ma che non interessa più al popolo Italiano che ha ben capito quanto il fascismo possa solo far parte di una storia che non potrà più tornare.
Probabilmente per distrarre l’opinione pubblica da altre vicende o per imporre vecchie ideologie cui gli italiani hanno in tutti i modi bocciato democraticamente. Così si  inventano fantasmi  di fascisti che sono morti e sepolti da più di 90 anni, e certamente non evocano più nulla se non nelle menti di chi vuol trovare una scusa per aizzare ad un odio e ad una guerra civile che non è stata mai dichiarata, e che non è stata mai sopita.
Cosi, nel 2017, subito dopo avere vinto le elezioni comunali, il Sindaco Damiano Coletta supportato dalla maggioranza e dal Pd toglieva il nome di Arnaldo Mussolini a quel parco che era  stato dato alla sua costituzione.
Ricordiamo le parole, fortemente ideologizzate del presidente della Camera, Laura Boldrini: “Per me educare alla legalità significa rispetto degli altri, il rispetto del bene comune, significa anche amare il proprio paese, significa difendere la patria, chi difende la legalità difende la patria, questo è il vero patriottismo non il nazionalismo esasperato che chiude e crea muri. Educare alla legalità significa anche trasmettere i valori della nostra Costituzione che è il frutto più alto della resistenza al fascismo. Voglio ricordare qui a Latina che l’apologia del fascismo è un reato“.
Parole che non trovano alcun riscontro da nessuna parte, se non una aberrante ideologizzazione esasperata.
Forse Latina a causa dal 1932 ad oggi ha vissuto in quella illegalità che l’Illustre ex presidente cita?
Forse quel parco recante il nome di Arnaldo Mussolini poteva costituire apologia del fascismo e quindi reato?
Forse si ama il proprio paese, o si rispetta il bene comune quando i cambia il nome ad un parco?
Per la cronaca.
Ricordiamo che la città,  Latina, è il secondo comune per abitanti del Lazio, ed  è stata fondata nel 1932 con il nome di Littoria.
Ricordiamo inoltre che, Arnaldo Mussolini,  fratello di Benito, è nato a  Dovia di Predappio, 11 gennaio 1885, ed è morto a Milano, 21 dicembre 1931, un anno prima della fondazione della città di Littoria.
Ricordiamo ancora che tra il 1923 e il 1927 si dedicò all'attività di giornalista e a varie iniziative editoriali.
Ma l'interesse per la natura lo indusse anche a dedicarsi alla rinascita boschiva, all'organizzazione dell'agricoltura, alle bonifiche, diventando il primo presidente del Comitato Nazionale Forestale. Così,  Il 27 novembre 1928 gli fu conferita la laurea honoris causa in scienze agrarie.
Ricordiamo ancora che a lui fu dedicato l'Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani Arnaldo Mussolini,  e che dopo la guerra divenne, guarda caso, INPGI G. Amendola.
Quel Giorgio Amendola che ricordiamo fù l’ideatore della strage di via Rasella, da cui scaturì la rappresaglia tedesca che portò alla strage delle Fosse Ardeatine.
Certo la sventura di Arnaldo fu forse quella di avere un cognome scomodo, essere parente di un personaggio ingombrante come viene considerato il fratello, e che fin dal dopoguerra, si è visto “depredare” il nome dall’Istituto a lui dedicato e nel 2017 dal parco, non certo per il ricordo di un tempo che fu, ma per una rivalsa ideologica, che non si è mai sopita e che ha sempre avvelenato il sonno di pochi nostalgici ideologizzati, che forse hanno paura dei fantasmi del passato, o peggio non riescono ad andare avanti senza annientare coloro che ritengono nemici anche se morti e sepolti da quasi cento anni.
Forse, una grande opera, come la bonifica dell’Agro Pontino, va distrutta perché fatta da Mussolini e potrebbe essere anch’essa apologia del fascismo?
Una forzatura inutile ed ideologica, chiara e  precisa, che  nulla ha a che vedere con l’apologia del fascismo se non per istigare a quella guerra civile mai dichiarata e mai sopita, rilanciata in ogni momento di difficoltà di quella sinistra rancorosa e ed arrogante, che utilizza ogni metodo quando in maniera democratica viene sconfitta dal popolo, ma solo grazie ai “palazzi” ed a leggi pasticciate, continua ad occupare certi scranni.
Le lance puntate, con immediata richiesta di dimissione,  contro il sottosegretario all’economia Claudio Durigon, reo di aver proposto il ripristino del nome originale, ideologicamente tolto nel 2017, e che per di più siede nello stesso governo di quella sinistra che dice di essere antifascista, ma che sembra spesso utilizzarne i metodi antidemocratici che dice di combattere, la dice lunga sullo stato di salute della nostra democrazia e sulla validità di questo governo.
Ma ancor di più la dice lunga, e non si può che ripetere essendo un grave pericolo,  su come con queste futili scuse, sembra si voglia accendere la miccia ad una guerra civile, mai dichiarata e mai sopita, forse per non far venire fuori quei probabili gravissimi problemi economico, sociali, lavorativi, oltre che sanitari che gli ultimi governi sembra abbiano provocato.
(Ettore Lembo)
12/08/2021

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