AFGHANISTAN, UNA NARRAZIONE... - ETTORE LEMBO NEWS

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Afganistan, una narrazione
che pone gravi dubbi

su quello che i nostri governi ci dicono.
Tra la storia che ci propinano di studiare e la realtà, c'è sempre stato un grande differenza, giustificata  sempre dal detto "la storia la scrivono i vincitori".
Escludendo la seconda guerra mondiale per evitare polemiche a causa delle radicate contrapposizioni ideologiche, e della guerra del Vietnam, voluta, combattuta e persa dagli USA, le guerre combattute per nome e per conto del l'esportazione di una oramai dubbia democrazia, hanno avuto sempre origini dubbie ed esiti disastrosi, sempre occultati e manipolati, e che mai hanno raggiunto l'obiettivo della pace, bensì invece hanno diviso paesi ed alimentato fortemente feroci guerriglie interne di cui tutti tacciono.
Iraq, Siria e Libia, sono gli esempi tipici di  dichiarazioni di guerra, le cui cause sembrerebbero poi essere risultate false e lontane dai veri motivi dichiarati.
Non a caso si evidenziano poi forti interessi economici di qualcuno.
Petrolio, gas, petrolio.
La narrazione di ciò che sta accadendo in Afghanistan in questi giorni ed in queste ore, pone ancora una volta dei quesiti sulla effettiva motivazione di quella guerra, in quel paese, durata quasi 21 anni, e sulla incredibile evoluzione, dove la stessa narrazione attuale evidenzia contrapposizioni che vanno dal drammatico al grottesco, e dove la menzogna regna sovrana, anche se difficilmente individuabile il menzognero, o meglio i menzogneri.
Numerosi infatti gli indizi che portano a questa riflessione.
Tralasciando la cronistoria dall'intervento militare e del ritiro delle truppe, ma analizzando ciò che è avvenuto da quando tutte le forze militari hanno lasciato quel territorio. L'ultimo contingente Italiano è rientrato il 9 luglio, appena un mese fa.
Come è possibile che in appena un mese l'Afghanistan sia stato nuovamente conquistato e ripreso totalmente da quelle forze, ritenute criminali, che circa 21 anni fa I Paesi occidentali, legati dalla NATO e spinti dall'ONU, hanno cacciato a difesa di una popolazione vittima di crimini verso l'umanità?
Così è la narrazione.
Il sacrificio estremo di migliaia di soldati e migliaia di feriti caduti in oltre 20 anni, vanificato in pochi giorni?
Servizi segreti e intelligence di vari stati, compreso il nostro, giocati e raggirati dai Talebani?
Incredibili le parole proferite dall'alto rappresentante della politica estera della Ue, Josep Borrell, al termine del Consiglio affari esteri. "Dovremo metterci in contatto con le autorità a Kabul, chiunque ci sia, i Talebani hanno vinto la guerra quindi dobbiamo parlarci, per discutere ed evitare un disastro migratorio e una crisi umanitaria", oltre che "evitare che torni il terrorismo".
Quale ruolo gioca la Cina dal momento che  la portavoce del ministero degli Esteri cinese Hua Chunying ha affermato quanto segue? "che sia in Iraq, Siria o Afghanistan, ovunque vada l'esercito americano lascia turbolenze e divisione, caos, famiglie distrutte e devastazione", ha aggiunto Hua nella conferenza stampa quotidiana. "La forza e il ruolo degli Stati Uniti è la distruzione, non la costruzione".
Parole che lasciano intravedere un ruolo determinante in questa immediata riappropriazione dei talebani di uno stato dopo 21 anni di guerra?
Appaiono assurde ed ingiustificate le parole del Presidente americano Biden che in conferenza stampa dice: "La nostra missione in Afghanistan non e' mai stata pensata per costruire una nazione"
Cosa siamo andati a fare noi Italiani, sacrificando la vita di 54 nostri soldati e circa 700 feriti?
Suonano discutibilmente poco persuasive le parole del nostro capo del governo Draghi che dice:  "Voglio rivolgere un messaggio di affetto sincero alle famiglie dei 54 caduti, l'Italia ha perso 54 soldati nel corso di questi 20 anni e circa 700 feriti. Alle loro famiglie voglio dire che il loro sacrificio non è stato vano, hanno difeso i valori per cui erano stati inviati, le libertà fondamentali e i diritti delle donne, hanno fatto operazioni per prevenire il terrorismo, hanno fatto del bene".
Che continua: "La prima cosa che bisogna fare, forse non la più importante, è riflettere sull'esperienza avvenuta. Ricordiamoci che la guerra in Afghanistan è la prima risposta degli Stati Uniti all'attentato alle Torri gemelle. Quindi il bilancio che noi traiamo non è un bilancio solo sulla guerra in Afghanistan, è di questi ultimi 20 anni e del ruolo che l'Occidente ha avuto in tutto il mondo arabo. Ma forse ancora più importante che guardare al passato e discutere di bilanci è tracciare il futuro".
Da queste parole sembrerebbe che i nostri soldati si siano immolati per vendicare gli Americani dell'attentato alle torri gemelle?
Con queste premesse e con ciò che sta accadendo, quale futuro possiamo intravedere, specialmente per l'Italia, da cui si evince forse una totale sottomissione agli USA?
Certo è indubbio che i nostri caduti sono eroi, come ha asserito Draghi :  "Per me e per tutti gli italiani, e lo dico alle loro famiglie, loro sono eroi".
La  nostra considerazione è che loro sono caduti credendo in degli ideali, che dalle parole del Presidente Americano, e forse anche dalle affermazioni del Capo del Governo Italiano, potrebbero risultare diversi da quelli effettivi.
Purtroppo prive di contenuti le parole del  nostro ministro degli esteri, che nei 5 punti descrittivi, affidati a Facebook per la divulgazione, lasciano trasparire il tipico politichese del politicante italiota, di cui sembra si sia ben intercalati nei panni.
Vedremo cosa accadrà, sopratutto viste le "intenzioni" non belligeranti e volte ad una certa apertura annunciata dai portavoce dei talebani.
"Vogliamo assicurarci che l'Afghanistan non sia più un campo di battaglia". Lo ha affermato il portavoce dei talebani Zabihullah Mujahid nella sua prima conferenza stampa. "Abbiamo perdonato tutti coloro che hanno combattuto contro di noi. Le animosità sono finite. Non vogliamo nemici esterni o interni", ha assicurato.
"L'Afghanistan non sarà più un centro per la coltivazione del papavero da oppio o per il business della droga." Lo ha assicurato il portavoce del talebani durante una conferenza stampa a Kabul.
Che forse questa ultima affermazione è la chiave di tutta questa vicenda?
Un mercato, quello della droga, che l'occidente ha sempre detto con le parole di combattere, ma mai con i fatti.
Forse la Cina preferisce cancellare il mercato della droga, aspirando a mercati di minerali di cui l'Afghanistan e ricchissimo?
Chissà...?
Del resto anche in Africa la Cina ha fatto man bassa... E nel silenzio assoluto, noi ci becchiamo gli immigrati.
(Ettore Lembo)
18/08/2021





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